Il giorno 13 dicembre Berlusconi è stato vittima di un attentato a Milano: uno squilibrato di nome Tartaglia è riuscito ad avvicinarsi al premier mentre questo rispondeva ad alcune domande di giornalisti in mezzo alla strada, e gli ha scagliato addosso una statuetta che gli ha sfigurato labbro, mandibola, denti e ha provocato altre lesioni al volto e al collo.
Sono molto dispiaciuto dell'accaduto. Il motivo del mio dispiacere sta nel fatto che questa vicenda avrà senza dubbio l'effetto di rafforzare la popolarità di quel ladro che sta da troppo tempo seduto sulla poltrona di presidente del consiglio.
Non sono dispiaciuto per il suo dolore fisico. Del resto il vecchio Silvio si è reso partecipe nella sua carriera mafiosa di meccanismi che provocano ben atri tipi di dolori fisici. Non sono dispiaciuto per il danno morale, per gli stessi motivi di cui sopra.
Sono dispiaciuto per gli italiani, che assisteranno nel futuro prossimo al ridimensionamento degli attacchi politici che fino a pochi giorni fa incalzavano con ardore quasi inedito. Purtroppo ora i falchi del padrone punteranno il dito contro coloro che combattono Silvio, accusandoli di aizzare l'odio contro la persona. C'è già chi ha definito "mandanti morali" Santoro, Travaglio, Di Pietro e addirittura i magistrati. Tutto questo avrà ancora una volta l'effetto di far passare in secondo piano le clamorose ingiustizie di cui Silvio si è macchiato insieme allo stuolo di cani bastardi che lo circondano (per non parlare dei problemi reali del paese, che ormai non interessano più a nessuno). Anzi, il "poveretto" cavalcherà la vicenda attraverso la sua corazzata mediatica, e temo che raggiungerà la più alta popolarità di sempre.
Per questo sono molto, molto dispiaciuto.
Mi limito ad osservare due cose:
1) chi accusa gli oppositori del regime di scagliarsi contro la persona, deve riflettere sul fatto che proprio Berlusconi ha (ri)portato nella politica italiana il culto della persona
2) chi semina violenza, raccoglie statuette in faccia.
Il saputello
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