venerdì 18 dicembre 2009

Obama: no, we can't

Per tutti coloro che tempo fà si erano illusi che Obama avrebbe portato una rivoluzione nella politica mondiale.
Il nostro amato premio Nobel per la pace ha rilanciato l'impegno militare in Afganistan e Medio Oriente, come i suoi predecessori, e come i suoi predecessori sta subdolamente appoggiando le dittature militari in America Latina, come dimostrano le recenti orripilanti dichiarazioni della Clinton.
Il governo USA è corresponsabile dell'esproprio di milioni di ettari di terra dei campesinos affamati, a favore di multinazionali statunitensi. Le dittature che difendono le multinazionali, i brogli elettorali, le violenze ai danni dei movimenti democratici latinoamericani sono volute e appoggiate dal governo USA.
E lui va in Norvegia a ritirare il premio Nobel per la pace. Siamo alle solite. Obama è forse ancora peggio dei suoi predecessori, perchè ha approfittato della sua differenza etnica per conquistare il potere e gestirlo nel modo più tradizionale.
Non ci voleva poi molto ad immaginarlo: ha la pelle di un altro colore, ma sventola la stessa bandiera!

Il saputello

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